Voi chiedete

Noi vi rispondiamo

Allora, sul serio, siete ricchi o come fate?

È una domanda che ci viene posta più spesso di quanto pensiate e, ovviamente, sempre in tono scherzoso (o almeno lo speriamo…). Ciò detto, la risposta è molto semplice: viaggiamo entrambi low budget, ma senza mai privarci del decoro o metterci in situazioni incerte. Sarebbe più semplice dire che ci accontentiamo, ma non sarebbe corretto. La nostra filosofia non contempla il farci andar bene qualcosa che mal sopportiamo. La nostra filosofia di viaggio ci fa adottare soluzioni che prevedono bassi esborsi e massima soddisfazione. Non ci interessa il “turistico”, ma il vero. E il vero non è solitamente costoso, bensì popolare, ovvero alla portata di (quasi) tutti.

Come è iniziata questa avventura?

Se per avventura si intende il nostro modo di viaggiare…beh, non è qualcosa che è iniziato ma qualcosa che è insito in noi, nel nostro spirito, nel nostro – appunto – avventurarci nel mondo. Certe cose sono connaturate alla personalità, al carattere e nascono nel momento stesso in cui veniamo al mondo. Col tempo, se le circostanze lo permettono, emergono e incominciano a cercare la loro strada, facendosi sentire sotto forma di impulsi, bisogni, necessità senza le quali ci sentiremmo manchevoli e mancanti. Ciò nonostante, il blog “Professione Viaggiatore” è rivolto non solo a coloro che vivono il viaggio come noi, ma anche a coloro che vorrebbero intraprenderlo allo stesso modo e sono alla ricerca di esperienze più inclusive, profonde e, per loro natura, indimenticabili.

Posso unirmi?

Ci limitiamo a consigliare, perdonateci. Siamo due viaggiatori – tendenzialmente – solitari. Emanuela in toto. Massimo, a partire dagli ultimi anni.

Quali attrezzature o software di navigazione usate?

Emanuela: il navigatore di Google Maps, utile anche per segnare i posti visitati o da visitare e per salvare gli itinerari, soprattutto nel momento in cui, a casa, si devono identificare i luoghi fotografati. Massimo: il navigatore satellitare. Ma entrambi non disdegniamo la vecchia e fedele cartina geografica, meglio se anti-strappo e anti-acqua. Quella, se non hai la testa altrove e non te la dimentichi da qualche parte, non ti abbandona mai.

Che dire dei visti, delle usanze e dei potenziali pericoli nei paese in cui viaggiate?

Andiamo per ordine. I visti. Ci siamo sempre arrangiati informandoci sui relativi forum online o, al limite, chiamando direttamente l’ambasciata. Per alcuni visti, è necessario recarsi al consolato più vicino e con tutti i documenti necessari, lasciare lì il passaporto per poi andarlo a riprendere una volta che tutte le relative procedure burocratiche sono state espletate. Poi ci sono i visti online, per i quali basta semplicemente seguire tutti i passaggi indicati. Morale: da soli si può.
Usanze. C’è poco da dire. Bisogna rispettarle, per strane, singolari o assurde a volte ci possano apparire. Rispettarle non significa solo avere riguardo nei confronti delle persone del luogo ma offre anche l’opportunità di comprendere il luogo stesso. Altrimenti il rischio è quello di diventare viaggiatori superficiali e distratti, che scivolano sulle mere apparenze perdendosi tutta l’emozione delle profondità.
Pericoli. I pericoli ci sono anche dove viviamo e abitualmente ci spostiamo. Non è necessario andare dall’altra parte del mondo per incontrarli. Non sono proporzionali alla distanza da percorrere. I pregiudizi, semmai, lo sono. Bisogna fare attenzione in viaggio come nella vita di tutti giorni. Detto questo, è sempre bene non fidarsi troppo dei forum online, in quanto ognuno scrive secondo la propria sensibilità e, quindi, non in modo sempre oggettivo. Il nostro consiglio è quello di rivolgervi agli abitanti del posto. Chi, meglio di loro, potrebbe darvi informazioni più precise sulle zone da evitare, ad esempio, o sui comportamenti da tenere?

Qual è la vostra attrezzatura?

Emanuela: Canon 7d, con obiettivo Tamron 24-200 (mi consente di viaggiare leggera), Tokina 12-24 (per le città e le architetture) e Canon 70-200 (per i dettagli).
Massimo: Canon EOS 1300D, con obiettivo Canon 18-55.

Con che mezzi vi spostate?

Emanuela: automobile. La affitto sul posto, possibilmente da compagnie locali, perché hanno più uffici sparsi sul territorio e prezzi più concorrenziali. L’auto mi permette di fermarmi quando voglio (per fotografare o curiosare) e di dormirci dentro, se necessario…
Massimo: dipende. Una volta sceso dall’aereo, cerco preferibilmente di muovermi con i mezzi pubblici, per poter entrare meglio in contatto con la gente del luogo. Altrimenti noleggio un’automobile. Se invece parto da casa, viaggio direttamente con la mia macchina, la “veterana” che non mi abbandona mai. O quasi…

Ci sono libri che consigliate su questo stile di viaggio?

Egoisticamente parlando, il mio (Emanuela): Come ti scopro l’America. Il motivo? Vi lasciamo il piacere della sorpresa…
Altro? Nelle foreste siberiane, di Sylvain Tesson. O Into the wild, di Jon Krakauer. O per chi è pronto a una narrazione particolarmente introspettiva, Walden, ovvero vita nei boschi, di Henry David Thoreau.

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