Si chiama Mitera, ha 1500 anni e vive a Corfù, ulivo prodigo di frutti che regalano un olio che sa di vita
Mitera. Un nome, un destino: quello di essere immortale. Con i suoi 1500 anni, questa pianta di ulivo supera i 6,5 m di altezza e 8 m di diametro. Un colosso. Appartiene alla varietà lianolia, piantata dagli antichi Corinzi. Dove siamo? Ad Aghios Mathaios, isola dí Corfù. L’azienda è la “The Governor”, piccola impresa di famiglia dove si respira aria di casa. Sono 100 anni che la famiglia Dafnis si dedica, con minuziosa delicatezza, a questo capolavoro. Entriamo.
La particolarità di questa azienda la si può letteralmente toccare con mano – nel periodo della produzione – alle 18, quando si interrompono le visite guidate e le degustazioni per dare il via all’intero processo produttivo. Un’ultima controllata, si scaricano le prime ceste di olive e si schiaccia il fatidico bottone rosso. Che lo spettacolo abbia, quindi, inizio!
Le olive salgono su una rullo verso il setacciatore, dove i frutti vengono separati dalle foglie. Da qui, è poi tutto un tritare, macinare, spremere. Un’operazione che può durare anche due ore, prima che questo oro liquido incominci a sgorgare. Nel frattempo, si respirano la sua fragranza e acidità, che ovunque si spandono, solleticando nari e occhi. Ma è un profumo terapeutico – davvero. Ha il potere dì lenire lo spirito, di calmare gli animi, sedare i dolori più profondi. Una manna. Unica nota a margine: il rumore assordante, ma ne vale la pena. Poi arrivano i bambini a giocare nei mucchi di olive e il nonno, che si siede sul suo trono di legno per supervisionare l’andamento della catena produttiva, osservando in silenzio che tutto proceda come da un secolo a questa parte.
Ma torniamo a Mitera, trionfante tra gli uliveti di proprietà. Mitera fruttifica due volte l’anno e può produrre al massimo fino a 10.000 olive: ad aprile, la prima tornata; tra ottobre e novembre, è la seconda, con la raccolta e l’avvio della produzione. Sono oltre 196.000, gli ulivi in questa zona, da Gardiki a Skala. Il metodo di innesto è quello tradizionale, per gemmazione. Il terreno di questa zona è argilloso e molto vicino al mare. Circostanza, quest’ultima, che consente al sale marino – conservante naturale – di proteggere le piante. Ecco perché da queste parti esse sono più resistenti alle malattie..
Curiosità uno: i grandi fori nel tronco, alla stregua di un antico volto dai mille occhi. Più un ulivo è vecchio, infatti, e più fori possiede.
Curiosità due: nei pressi dell’ulivo Mitera, sono state girate molte produzioni televisive greche e internazionali, quali “Il mio grande grasso matrimonio greco 3”. Ma anche programmi educativi, documentari e cortometraggi. Insomma, una star.





