Lepanto, città immortale

Non è solo un luogo, Lepanto, ma il simbolo eterno di una lotta all’ultimo condottiero, all’ultima galea, all’ultimo Dio

Lepanto è una cittadina che ha tutta l’apparenza di un normale centro di villeggiatura greco, dove si passeggia tra i negozi, si degustano piatti tipici e ci si abbandona all’ozio del tempo che scorre lento. A meno che non si giunga sul litorale. Qui giacciono antiche mura e antiche torri che sembrano minareti. Qui ancora riecheggiano le urla della battaglia. Quel 1571 è tutt’altro che lontano. A renderlo prossimo, le numerose targhe a memoria di ciò che qui accadde, quel famoso scontro tra Oriente o Occidente, tra cristianità e islam. 

Sono targhe scritte in diverse lingue, in questo articolo tradotte per una migliore comprensione. Ognuna di esse ricorda, commemora, ribadisce, sentenzia. Sempre con orgoglio, nostalgia e consapevolezza.

Le targhe

Il 16 settembre 1571, salaparono dal porto di Messina 208 galere provenienti da ogni porto d’Italia e della Spagna. Dieci di esse erano siciliane, con a bordo 35 mila uomini, memori di Orlando, pronti a combattere per l’Europa e per la libertà. Giunsero a Lepanto il 7 ottobre e tornarono a Messina vittoriosi i 1º novembre 1571.

Ai valorosi marinai e soldati spagnoli che combatterono, come parte della Lega Santa, insieme ad altri stati del Mediterraneo, sotto il comando del serenissimo signore Don Giovanni d’Austria, nella battaglia di Lepanto in difesa della cristianità, il 7 ottobre 1571.

In memoria di Don Giovanni d’Austria, figlio della città di Ratisbona e vincitore della battaglia di Lepanto nel 1571.

In memoria della partecipazione degli eroici guerrieri maltesi alla battaglia di Lepanto nel 1571.

Nel 100° anniversario della pubblicazione del Don Chisciotte, l’ambasciata di Spagna e l’istituto Cervantes, tutti qui hanno scavato e raccolto le loro ferite “nella più grande occasione che i secoli passati abbiano visto, quelli presenti o quelli che verranno si aspettano di vedere”. A Cervantes (1547 – 1616), il genio ispanico delle lettere universali che mostrerà sempre con orgoglio le ferite ricevute nella battaglia di Lepanto, ordinate dall’ambasciatore spagnolo.

In memoria dei soldati e dei marinai croati che combatterono nella battaglia di Lepanto nel 1571.

A memoria imperitura della più grande battaglia nella storia della marina a remi e a monito solenne perché i popoli del Mediterraneo, in ripudio della guerra, costruiscano assieme la pace. (La città di Venezia)

Alla memoria dei soldati e dei marinai che hanno combattuto nella battaglia di Lepanto nel 1571. (Capodistria)

Questo monumento dello scultore Jaim Mir alla maggior gloria di Miguel Cervantes Saavedra è stato finanziato da: i Ministeri spagnoli dell’Istruzione, Cultura e Sport e Affari esteri; il Ministero della Cultura greco; la comunità autonoma di Madrid, il governo regionale di Castiglia-La Mancia, il governo regionale di Castiglia e León e il governo della Navarra; le università di Alcalá de Henares e Castiglia-La Mancia; i consigli provinciali di Toledo, Albacete e Ciudad Real; i consigli comunali di Alcalá de Henares, Argamasilla de Alba, el Toboso e Palma de Maiorca.

Nella memoria viva di una storia comune, la speranza e l’impegno per un Mediterraneo di pace, luogo di incontro e dialogo tra culture, identità, religioni e popoli diversi. Le tante rive di questo mare tornino ad essere le fondamenta di un’Europa giusta, accogliente e solidale. (7 ottobre 2016 – l’assemblea regionale siciliana)

In sacra memoria dei difensori ionici della cristianità e della città europea nella celebre battaglia navale di Naupatto e dedicato alla pietà degli eletti.

Geolocalizzazione di Lepanto

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